Dicono di noi

 

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La Nazione, 7 Aprile 2012

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dalla redazione di Toscana&Chianti News

MERCOLEDÌ 18 APRILE 2012

Ai nastri di partenza la 76° Mostra dell’Artigianato

Nei suggestivi spazi espositivi della Fortezza da Basso di Firenze, si terrà per la 76° edizione ART – Mostra Mercato Internazionale dell’Artigianato. La qualità dei prodotti esposti e la varietà degli eventi collaterali, il livello dei convegni, avranno un’attenzione particolare da parte degli organizzatori, impegnati a proporre al visitatore una mostra sempre più qualificata. 
La Mostra negli ultimi anni è riuscita a connotarsi sul mercato come unico punto di riferimento per l’artigianato artistico e tradizionale distinguendosi per l’alta qualità del prodotto offerto oltre che per l’immagine del contenitore che lo ospita. 
La rassegna nella scorsa edizione ha presentato circa 850 espositori, ed ha registrato 173.000 visitatori, di cui 5.825 operatori economici. La prossima edizione vedrà un organizzazione territoriale in cui secondo una logica di percorso a tema (gusto, artigianato ecc..) verranno rappresentate le peculiarità delle singole regioni. 
Un’attenzione particolare va allo spazio di Visioni – Padiglione Cavaniglia – area riservata all’artigianato di innovazione, di design e di ricerca. 

La regione ospite del 2011 è stata la VALLE D’AOSTA, protagonista al padiglione delle Ghiaie, ha presentato una grande varietà di oggetti legati all’artigianato del territorio e a millenarie tradizioni, oltre che una gustosa selezione di prodotti gastronomici di eccellenza.

Una Scuola per Haiti, onlus fondata dopo il sisma del gennaio 2010 ad Haiti, avrà l’onore di rappresentare quel paese martoriato, e il suo popolo, partecipa alla Mostra con articoli in ferro e dipinti realizzati a mano dagli artigiani del posto. 
Questa onlus, i cui soci fondatori sono tutti fiorentini, è impegnata non solo nella costruzione di una scuola ma anche in opere di miglioramento della vita quotidiana, quale ricerca e potabilizzazione dell’acqua, assistenza alla nutrizione e assistenza alla salute.
Da qualche mese è stato avviato il programma di “scuola professionale” per preparare i giovani a una professione, come quella dell’artigianato e per renderli attivi nel processo di cambiamento della loro vita.
Gli articoli che saranno presenti alla Mostra dell’Artigianato sono frutto di questo lavoro ed è anche per questo motivo che la presenza dell’associazione a questa manifestazione così di rilievo per la città di Firenze ha un ulteriore valore aggiunto.
I proventi delle vendite saranno totalmente reinvestiti nel finanziamento di tutti i progetti dell’associazione “UNA SCUOLA PER HAITI”, senza nessuna spesa di gestione.
Ulteriori informazioni reperibili su: www.unascuolaperhaiti.it, www.facebook.com/unascuolaperhaiti

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21 Novembre 2013

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Ottobre 2015

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Settembre 2017 – dal sito “www.meyerpiù.it”

Figuratevi che adesso gioca a basket. E non così per dire: si allena tre volte a settimana, batte un sacco di cinque e si prende anche gli urli dell’allenatore. Ma la storia di Joel, dieci anni fa, ad Haiti, è cominciata in tutt’altro modo.

In una capanna di fango del sud del Paese e con una situazione medica estremamente complessa: Joel è affetto da spina bifida occulta, e da alcune patologie ulteriori, una su tutte la sirenomelia, che lo obbligavano a una posizione dolorosa e gli rendevano impossibile qualsiasi forma di autonomia.
Per fortuna, un gran bel giorno, sul suo cammino è arrivato Maurizio Boganelli, coordinatore della onlus “Una scuola per Haiti” che non ci ha messo troppo a capire che il modo migliore per assistere Joel era portarlo con sé a Firenze, al Meyer.

Una malformazione rara, eccezionale che ha avuto bisogno di sette operazioni

 Inizia la storia al Meyer. Così inizia il suo percorso di cura: l’obiettivo primario era quello di distendere e separare le sue gambe, per fare in modo che Joel potesse assumere una posizione meno dolorosa. Stare seduto, muoversi  sulla sedia a rotelle, riposare sdraiato senza sentire male e senza lo strazio delle piaghe da decubito. Joel è stato sottoposto ad un primo intervento alla gamba destra a e poi ad un secondo sulla sinistra, qualche mese dopo. In tutto le operazioni sono state sette: “Si è trattato di un caso davvero molto complesso – spiega Flavio Giordano, uno dei dottori della Neurochirurgia del Meyer che insieme al dottor Lorenzo Genitori ha seguito Joel – Joel ha una malformazione rara, eccezionale, e per questo è stato fondamentale intervenire con un approccio multidisciplinare coordinato dal Meyer”.

Al suo fianco un’equipe medica multidisciplinare

Una rete di dottori. I dottori del pediatrico hanno coordinato le cure del piccolo, e al suo fianco ha iniziato a lavorare un’equipe medica fatta di tante anime: dai medici della Neurochirurgia, da quelli della Nefrologia e dell’Urologia, dal chirurgo Marco Innocenti del Cto di Firenze che ha condotto tutti gli interventi chirurgici cui Joel è stato sottoposto e dagli operatori del Centro di salute globale che hanno curato gli aspetti di cooperazione internazionale. Una rete di professionalità che hanno restituito a Joel quella vita che ad Haiti era cominciata malissimo, senza neppure poter stare seduto senza piangere di dolore.

Torniamo al Meyer ogni 6 mesi, ma della patologia iniziale non rimane niente

E adesso? Una mattina di poche settimane fa, Joel è venuto al Meyer per delle visite e ci ha mostrato di persona come va la vita. È cresciutissimo, padroneggia la sua sedia a rotelle per spostarsi e elenca timido i nomi dei suoi compagni di basket se gli domandi come si chiamino i suoi migliori amici.
Spalanca gli occhi davanti alla macchina fotografica, sorride un po’ imbarazzato: “Adesso va a scuola, in terza elementare, e il punto di svolta psicologico è arrivato con lo sport: giocare nella squadra di basket in carrozzina, le Volpi Rosse,  gli ha dato grande senso di appartenenza, si sente uno di loro, non una mascotte – spiega Maurizio, che a breve diventerà ufficialmente il suo babbo, con la conclusione delle procedure di adozione –  Torniamo al Meyer ogni sei mesi per i controlli, ma il quadro clinico iniziale è profondamente migliorato: certo, Joel si sposta con la sedia a rotelle, ma adesso è autonomo in tutto e per tutto”.

Adesso va a scuola  e lo sport è stato un punto di svolta

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                                Ottobre 2017 – Cronaca di Roma

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